Il mini-golf è il fratello povero del golf, perché si può giocare anche se si lavora all'ATM e la moglie è casalinga.
Esso esiste in due versioni, all'aperto e indoor. Quando si va a giocare in uno all'aperto in genere piove, per cui quelli indoor sono sempre più frequentati. A Rapallo c'è poi la versione miniatur-golf, che si gioca con un cucchiaino invece della mazza, si sta tutti in venti metri quadri e alle cinque servono spuma e chinotto.
Le donne non apprezzano molto il mini-golf, preferirebbero andare al cine a vedere Vento di Passioni o Come l'acqua per il Cioccolato. Talvolta però giocano volentieri, per dare una lezione a quella smorfiosa della nuova ragazza del Paolo, ho visto che la guardavi porco ma è una cicciona.
Al mini-golf le ragazze non sanno dove appoggiare la borsa e gliela devi portare tu, per diciotto buche e una media di venti colpi a buca.
I ragazzi si atteggiano a grandi esperti ma arrivano in buca per puro caso e per il 90% del tempo guardano le ragazze quando si chinano a raccogliere la pallina. Il meno capace spiega il regolamento a tutti gli altri, citando i cinque campionati nazionali che ha visto in TV sul canale satellitare che gli ha regalato suo cugino taroccando la smart-card perché gli sport più interessanti li vedi soltanto con la parabola pirla.
Al mini-golf è permesso saltare di buca in buca ignorandone la numerazione, tanto è uguale e non stiamo tanto a fare i precisi. Le palline vengono lavate una volta ogni dieci anni, si riempiono di ogni sorta di zozzeria e alla fine del gioco hai tutte le mani nere.
Dopo la partita ti berresti volentieri una birra ma per lei si è fatto tardi, domani ci si alza presto per andare in gita e c'è anche il gatto che non sta bene.