Se io fossi il CT… – III

By Ray

In panchina, adotterei uno stile compassato. La fedele pipa in bocca, un tabacco dolce per non disturbare le signore e signorine, un inappuntabile completo “fumo di Londra”. Manterrei un aplomb il più possibile britannico (e mi si perdoni il controsenso implicito tra una parola francese e un concetto inglese). Mi esprimerei con il compassato alfabeto del sopracciglio. Sbagliamo un rigore ? L’arbitro non vede un “mani” in area plateale ? Un impercettibile sollevarsi del mio sopracciglio sinistro indicherebbe il disaccordo. Segniamo al volo da trenta metri, all’incrocio dei pali, o dopo uno slalom tra dieci avversari, stile Maradona ? Un micro-decimo di millimetro del sopracciglio destro basterebbe per esultare. Vinciamo il Mondiale a punteggio pieno ? Un moderato sorriso e una stretta di mano, ferma e virile, ai collaboratori.

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