Una meridiana a Vence in Provenza.


Lui è Nap. Dorme tra le foglie secche in un vaso, più o meno con qualsiasi tempo. Io lo saluto ogni mattina: “Ciao Nap !” oppure “Heilà, Nap!”. Lui continua a dormire, imperterrito. Ogni tanto lo incontro sul marciapiede. Prima mi soffiava, la settimana scorsa si è lasciato dare una grattatina dietro all’orecchio. E ieri si è messo in posa per la foto.
Mi sa che adesso siamo amici.
Congratulazioni.

Milano, citta’ studi. Ore 8.23 di un mattino di Novembre. Dal portone di un immobile di prestigio esce un distinto signore, sicuro rappresentante del terziario avanzato. Dietro di lui i due figlioletti, maschietto e femminuccia. Dopo qualche secondo, esce anche la tata, filippina. Porta sulle spalle gli zaini, stracolmi, di entrambi i pargoli.
Il portinaio del palazzo, cingalese, sta pulendo il marciapiede di fronte al portone. Quando vede i due bambini, li saluta cordialmente.
“Ciao Pietro, ciao Sara !“*
Non gli rispondono. Il padre sembra non accorgersene, o non gliene importa nulla. Si incamminano verso l’entrata della metropolitana, seguiti a stento dalla tata, con i due zaini in spalla.
* I nomi sono inventati.