Il basket – II

Il basket si chiama anche "Palla al cesto" ma è tutto da verificare perché me l'ha detto mio zio che ha 84 anni ed è nato in piazza Zavattari che una volta era tutta campagna.

Per giocare a basket occorrono una buona mira e un'idea anche approssimativa del regolamento, soprattutto del capitolo "Infrazioni" che, da solo, ne costituisce il 90%. L'idea generale è che, qualunque cosa si faccia in campo, è fallo. Gli arbitri interpretano il gioco secondo antiche regole esoteriche, infatti sono in due per poter chiudere meglio il cerchio spiritico.
Per esempio: siete perfettamente smarcati sotto canestro e ricevete il passaggio dal vostro compagno, ma l'arbitro A fischia.

"Fallo"

"Fallo ?"

Interviene l'arbitro B.

"E' rimasto nell'area dei tre secondi per 4,35 secondi e non ha alzato la gamba destra emettendo il verso dell'ornitorinco".

Oppure: recuperata la palla dopo un rimbalzo, scattate verso l'area avversaria palleggiando leggiadramente. Fischio.

"Ancora fallo !?"

"Infrazione dei dieci passi. La palla ha superato la linea ideale della natica destra".

Insomma chi capisce dei falli vince.

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