In trasferta

La trasferta è tra le peggiori prove che attendono chi lavora nel terziario avanzato. Lontano dagli affetti familiari per giorni e giorni, spesso inviati presso clienti situati in aree sperdute, da raggiungere a dorso di mulo facendo attenzione ai briganti. Si raggiunge il limite dell’umano durante la cena, solitaria, in albergo. Certo, se si è fortunati l’Azienda non ha il braccio corto, e si conquista un quattro stelle; magari appena rinnovato, lucente di design, legno e metallo, all’ultima moda, immerso in un parco secolare. Ma sempre di cena solitaria si tratta. Può capitarti, per esempio, di trovarti l’unico in giacca e cravatta in mezzo a un tripudio di jeans e T-shirt. Esclusi i camerieri, ovviamente, che in questo strano posto sono soltanto due (giacca verde) a confronto di almeno otto maitre (giacca nera con fregi in oro). Todos caballeros, come si dice. Sarà per darsi un tono, chissà’.
Intorno a te altri disperati che, sfiancati da mille e cene fuori casa, hanno adottato la “dieta da trasferta”: sorbiscono brodi vegetali, addentano bistecchine ai ferri, trangugiano verdure bollite. Capita di incrociare i loro sguardi, i loro muti interrogativi: ma in fondo che facciamo tutti qua ? Dove andiamo ? Da dove veniamo ?
Un gruppo di tecnici croati dell’IBM si aggira per la sala in maglietta, short e infradito. Al tavolo di fianco una coppia, forse colleghi alla prima trasferta insieme. Si studiano a vicenda. Si guardano in silenzio, tristi. Bevono rigorosamente acqua.
Il tuo maitre di riferimento giunge leggiadro al tavolo, appunta l’ordine e sembra seccarsi quando gli chiedi la carta dei vini.
“Avete mezze bottiglie ?” Ti informi con poca convinzione.
“Mezze bottiglie no, signore.”
“E figurarsi…”
“Come dice signore ?”
“Nulla. Allora mi porti una bottiglia di questo…”
“Gavi di Gavi signore ?”
“No, la riga sopra.”
“Boero…Boero Arneis ?”
“Sì, ripieno al rum. Vorrà dire Roero…”
“Come dice signore ?”
“Nulla, nulla.”
Si allontana a confabulare con uno strano tipo che dev’essere il super-maitre. Torna.
“Purtroppo non ce l’abbiamo, signore.”
“Ho capito. Facciamo mezzo di frascati della casa in caraffa.”
“Benissimo signore.”
C’è da stupirsi se poi ti sbagliano il primo, confondendo un risotto ai frutti di mare con uno ai funghi ?

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