L’adesivo “Bimbo a bordo” – reloaded

Essere padre è un vero e proprio mestiere ed estremamente difficile, si sa. Una delle incombenze riservate ai papà è l’applicazione al lunotto posteriore dell’auto dell’adesivo “Bimbo a bordo”. Quando si è bloccati in coda sull’Adriatica, leggerli distrae, rilassa e aiuta a non cedere all’omicidio della suocera.

E’ fondamentale che l’applicazione avvenga in perfetto tempismo rispetto all’età “scarrozzabile” del pupo, pena fulmini e saette da parte di madre, parenti e affini fino al terzo grado. Molti, timorosi, lo attaccano già a partire dal terzo mese, per portarsi avanti: “Così non mi dimentico“, balbettano con un sorriso tremebondo.

Questa accattivante allitterazione di “b” deve avere stimolato molto gli uffici marketing delle varie aziende a target neonatale (a cui, sia chiaro, interessa soltanto la pubblicità indotta), i quali si sono scatenati in numerose varianti. Abbiamo infatti “Bebè a bordo“, “Baby on board” per i bocconiani, e così via. Alcuni megalomani boriosi ordinano adesivi personalizzati, tanto per distinguersi, con il nome del frugoletto (o frugoletta). Può capitare di vedere, quindi, aberrazioni quali “Piermaria a bordo” o “Addolorata viaggia con noi“. Altri, per fortuna pochi, presi dall’entusiasmo vergano di propria mano i nomi, o addirittura li incidono con un diamante. Essendo democratici e anti-sessisti per natura, per non fare torto a nessuno indicano tutti i figli e naturalmente la madre. Mi è capitato di vedere, non ricordo più dove, una monovolume che recitava “Su questa macchina viaggiano Antonia Claudia, Michele Ascanio, Ugo e la mamma Propizia“. Tra parentesi, nessun cenno al padre, il che lanciava inquietanti ombre sulla moralità familiare. L’auto finisce regolarmente multata dalla stradale per mancata visibilità dal lunotto posteriore.

Caratteristica peculiare del portatore di adesivo è la guida criminale. Sorpassi a destra, passaggi col rosso, inchiodate al limite. Se provi a protestare, parte l’occhiata torva e il ritornello “e stia attento che trasporto un bambino!“. Allora l’adesivo a che cosa serve? Ad avvertire gli altri del baby a bordo, mi dicono. Ma non dovrebbe essere il guidatore stesso a prestare più attenzione alla sua guida? Io, da parte mia, faccio attenzione a tutti allo stesso modo. O le auto dei single, trentenni, senza figli si possono tamponare senza problemi?

(Visto il recente successo del post col medesmo titolo (11 letture in 7 giorni), eccone una versione meno sintetica, apparsa tempo fa anche in uno snobbissimo forum di un quotidiano milanese. L’autore, sia chiaro, è sempre l’umilissimo scrivente.)

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Una Risposta to “L’adesivo “Bimbo a bordo” – reloaded”

  1. [mini]marketing Says:

    io attaccai un adesivo “vipera a bordo”, che la diceva lunga sui primi mesi di paternità…

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