Che stile nel ponente

Si legge nell’ultimo numero dell’imperdibile inserto di “stile” di un grande quotidiano che in una certa zona del ponente ligure ci sono rustici in pietra in posizioni incantevoli dell’entroterra. Per meglio dire, “c’erano” perche’ con l’andar del tempo sono stati comprati, anzi colonizzati da manager di Amburgo, pubblicitari di Oslo, avvocati di Londra (testuale).
Ebbene, questa notizia mi ha gettato nel totale sconforto. Gia’ pianificavo l’investimento di qualche sudato risparmio in un rustico, guarda caso, nell’entroterra del ponente ligure. Ma essere circondato da stranieri, come noto rigorose e serissime persone, tutte d’un pezzo, sarebbe causa di grandi imbarazzi, insicurezze e paura di sbagliare, di dimostrare che non si e’ altro che “il solito italiano”.
Per esempio: tutti i pubblicitari di Oslo arrivano in treno, si muovono in mountain bike o al massimo con macchinette elettriche rigorosamente in car sharing. All’ingresso dello sterrato che porta al complesso residenziale, non puo’ mancare il casello per la riscossione del pollution toll. E se io arrivo in SUV sgasando in marcia ridotta ? Il solito italiano.
Le compagne dei pubblicitari insegnano ai figli assiro-babilonese, storia del femminismo e cenni di economia equa e solidale. E se mia moglie si toglie uno zoccolo e lo lancia verso il secondogenito che l’ha appena inondata con un fucile ad acqua e gira per la casa urlando “Sono Bin Laden baby” a ritmo di rap ? Il solito italiano.
I manager amburghesi cenano alle 18 in punto, aringhe e pane nero, birra non filtrata e minestra d’orzo. E se io accendo il barbecue alle 21, dopo due o tre gin tonic, griglio salamelle e braciole fino alle 22.30, poi ceno con ventotto amici ? E se alle 1.15 sto ancora intonando “Le calze rosse gli occhi azzurri e pooooooi..” con una compagna del liceo che fa la commessa all’Esselunga ? E se ci scende una lacrima ? Il solito italiano.
Gli avvocati inglesi passano il dopo-pranzo leggendo libri di sociologia e filosofie orientali, bruciando incenso e meditando. Musica new age in sottofondo. E se io mi addormento sull’amaca dopo l’ammazzacaffe’, la radio accesa, un mezzo toscano spento in bocca, una copia di Motosprint scivolata a terra a coprire le ciabatte infradito ? Se russo ? Il solito italiano.
Le mogli degli avvocati prendono un te’ alle cinque, raccontandosi dell’ultimo ricevimento a Buckingham Palace. E se mia moglie alle cinque si fa fare la messa in piega a domicilio dalla Gina che viene su da Varazze (prezzi modici), legge Stop e commenta le coppie dell’estate con la madre, urlando al cellulare per sovrastare il rumore del fon ? Il solito italiano.
Che vergogna. Certo ci sarebbe la possibilita’ di rendere la pariglia, come si dice. Consumare una sottile vendetta. Mettersi d’accordo con pubblicitari di Frosinone, manager di S. Dona’ di Piave e avvocati di Sassari e partire, anzi colonizzare anche noi. L’entroterra di Amburgo, i fiordi incontaminati di Oslo, la campagna londinese. Chissa’ che qualche rivista di stile non parli anche di noi, prima o poi.

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