L’amico che ha fatto carriera

L’amico che ha fatto carriera lo incontri un giorno che hai la luna inversa, sudato fino all’osso dopo un viaggio in metro’ a 40 gradi, che non ti sei lavato i capelli e sei andato in ufficio in jeans e polo oviesse perche’ il capo non c’e’.

Lo vedi e lo devi chiamare tu perche’ sta passando via senza guardarti. Apparentemente ti riconosce subito. Noterai soltanto piu’ tardi, ripensandoci, che non ti ha mai chiamato per nome.

Carissimo !” e via sorrisi e pacche sulle spalle. “Tutto a posto ? Come va il lavoro ? Che brutto aspetto, ti vedo distrutto, si sgobba e si suda, vero ?” un’altra risata e un’altra pacca sulla spalla. Stai per rispondergli, per chiedergli come sta ma gli suona il cellulare. “E’ un cliente importantissimo, scusami” sussurra e si capisce da come lo ossequia mentre parla. Riattacca ma compone immediatamente un altro numero. Con l’altra mano estrae il blackberry dalla giacca e manovra frenetico. “Scusami, sai, ma con questi tecnici che non capiscono mai un c-Pronto ! Magistrelli ! Mi ha appena chiamato il Dott. Antani della Supercazzola Executive Work In Progress…ecco. Dice che non funziona un menga e siamo indietro di tre mesi con la consegna. Dica un po’, Marangoni, lei mi capisce quando parlo ? Quando le dico che bisogna presidiare il know-how e targettare il Cliente ? Lei dice di si’ ? A me pare di no, a me pare che lei e i suoi pelandroni presidiate il coffee-break invece. Guardi non mi racconti storie che io porto tutto in India, eh ? Come dice, Mastrangelo ? Che i rilasci sono tutti consegnati e Antani e’ un emerito pirla ? Beh lo vedremo, sara’ meglio per lei che sia vero. Mi prepari un memo e me lo mandi per mail, subito. Si’, non si proccupi se e’ venerdi’ sera, io la posta la scarico anche nel weekend, al contrario di lei e dei suoi pelandroni.” e riattacca sbuffando. “Ah, questi ingegneri del software, ma io dico, che che cosa fate ingegneria per finire nel software e restare tecnici a vita. Gestionale, caro mio, gestionale come minimo e un MBA assolutamente !

Balbetti qualcosa ma riprende a parlare al telefono senza ascoltarti. “Pronto Debora ? Senta, organizzi immediatamente una riunione a Roma per domenica pomeriggio, si’, alla Executive Work In Progress, si’. Ha scritto ? Per la sera il solito hotel in Piazza di Spagna.

Riattacca senza salutare e si rivolge a te con l’occhio ammiccante. “La mia segretaria. Vedessi che tette…Oh com’e’ tardi, devo scappare. Ciao carissimo – altra pacca – mi ha fatto molto piacere rivederti, mi raccomando, tirati un po’ su, fatti una vacanza, che hai un aspetto terribile. Il lavoro non e’ tutto, ricordati.

E se ne va.

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