Della democrazia e le abitudini alimentari

Ci sono persone che, invitate a cena, possono permettersi di rifiutare i piatti più raffinati, gustosi e di ardua preparazione. Davanti a un Grand Coq-au-vin Royal dichiarerebbero con sussiego: “Io mi nutro soltanto di carcasse di lontra putrefatte, in salsa di noci“. Al che, tutti i presenti approverebbero. “Ma certo, è naturale, ci mancherebbe“, scambiandosi cenni di approvazione; “Chi non apprezza la lontra putrefatta oggigiorno ?“, come se constatassero una cosa ovvia, lapalissiana. Un imprenditore -che a una tavola di certe pretese non manca mai- commenterebbe: “Finalmente qualcuno che sa quello che vuole, perbacco“. Una ragazza, con gli occhi che brillano: “E com’è distinto !“. La padrona di casa si precipiterebbe al telefono: “Una carcassa di lontra, subito, maledizione !“.
Ad altri ciò non è concesso.
Altri riceverebbero un piatto di mezze penne (scotte) e subirebbero l’annuncio trillante della cuoca: “Naturalmente ci ho messo una robusta dose di peperoncino di Cayenna!“. Tra le grida di esultanza dei presenti uno alzerebbe, timido, la manina. “Si potrebbe avere senza peperoncino ?” “Eh no, ci ho messo tutto il sacco che mi ha portato Fernanda dalle vacanze“. “Perché io non posso mangiare cibi piccanti“.
Silenzio di tomba. La tavola ammutolisce. L’attenzione si concentra sullo sciagurato.
Non ti piace il peperoncino ?
Non ho detto che non mi piace, ho detto che non posso mangiarlo.
Perché ?
Perché mi fa male.
Inizia la sarabanda.
E quello che si dà arie da nutrizionista: “Tutti i medici ormai concordano nel ritenerlo un alimento salutare e consigliabile a tutti.
E la ragazza di prima, a mezza voce: “Ma che antipatico!
E quello che insiste: “Come le fa male ?
E l’esagerato-morboso: “Vuoi dire che se per sbaglio ne mangi un frammento ci rimani ?
E la cuoca, con aria triste: “Ma…la ricetta prevede il peperoncino…pensavo piacesse a tutti…non volevo fare stare male nessuno…“, scoppiando in un pianto dirotto.
E il padrone di casa, segretamente innamorato della cuoca: “Lo vede, con le sue assurde pretese ?

E tutti gli altri in coro: “Che sarà mai un po’ di peperoncino, suvvia. Un po’ di adattamento, che diamine !

E ancora quello che insiste: “Ma di preciso perché le fa male, che cosa le provoca, eh ?” e insiste, e insiste, e insiste…
Lo sciagurato balza in piedi pestando un pugno sul tavolo che fa saltare bicchieri e posate.
Perché mi brucia il culo !” urla.

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