A Bonassola

A Bonassola, ci andai con Masutti. Una sera di fine autunno, accettammo il comodo inganno di un cartello turistico. Scendemmo piano per una strada piu’ stretta della virtu’ di una vergine, tra ville vuote e silenziose, negli occhi i fari impazienti di autoctoni che fuggivano, a cena, verso altri luoghi e categorie dello spirito. Un parcheggio, un viadotto, una zona pedonale. Negozi chiusi che pareva tempo di guerra. Neanche un’anima a cui chiedere l’ora, con cui bere una pinta, per cui inventarsi un futuro, osare immaginare una fuga d’amore. Un vigile ci guardo’ in cagnesco. Un cane randagio, per solidarieta’, si uni’ allo sguardo. Il vento fischiava. Il mare un fragore suggerito, dietro il viadotto. Ci guardammo intorno e si chiari’ l’inutilita’ dei passi. Fuggimmo per strade laterali, posteriori, di fortuna, guadagnammo il viadotto, il mare ci sputo’ qualche iodio, risalimmo per la suddetta virginea via. Non ci parlammo piu’ fino a Genova.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: