Le voci in metrò

Nella metropolitana milanese si sentono le voci ma non è un fenomeno psichiatrico di massa: è il suo normale funzionamento. C’è la voce gne-gne, la voce english woman, la voce coi baffi.
La voce gne-gne annuncia importanti iniziative per i giovani (tipo: festa con fumo gratis a Pioltello) e terribili castighi per studenti e teenager che non hanno ancora ritirato il nuovo abbonamento. La voce gne-gne ha sedici anni e legge come se declamasse l’Eneide di fronte alla prof di latino.  Per compiacere il target giovane, in sottofondo pare di sentire Britney Spears. Ha un forte accento lombardo perché ogni tanto le fanno leggere qualcosa per i pensionati e bisogna venire incontro alle esigenze del territorio.
La voce english woman è dedicata ai turisti e agli uomini d’affari stranieri, gente che viene a Milano per trattare miliardi e non ha tempo da perdere. Legge gli annunci in due lingue, l’italiano e qualcosa tipo l’inglese. D’altra parte, ha imparato l’inglese alla scuola Radio Elettra, dove il professor Mistrutta le ha insegnato che l’inglese ormai è morto, non esiste: esistono i dialetti inglesi, come l’americano, l’australiano eccetera. Lei ha scelto la variante Bovisa. Non è chiaro se parlare con una patata in bocca sia parimenti un insegnamento dell’illustre accademico, lei però vi si attiene rigorosamente. Ho visto turisti disperati buttarsi in ginocchio ai miei piedi, urlando “Che cosa ha detto ? Vi prego, signore, che cosa ha detto ? Io devo saperlo, capite ? Devo !“.
La voce coi baffi è quella più temuta dai passeggeri, perché spesso annuncia guasti, disastri ambientali e guerre nucleari. Ex-attore della scuola del Piccolo, costretto a impiegarsi nei servizi di trasporto pubblico dopo una vita di dissipatezze, la voce coi baffi lascia, tra una frase e l’altra, pause da grande oratore, per aumentare il pathos e strappare l’applauso. Col tempo, ha sviluppato anche una strana idiosincrasia per gli articoli e parla come una badante moldava. “Attenzione prego !” <pausa> Il pathos aumenta. “Causa guasto in stazione XYZ, circolazione treni è interrotta in tutte direzioni” <pausa> Qui l’applauso non parte perché il gentile pubblico, ossia i passeggeri, è impegnato a sacramentare. “A treno completo non insistere in salita, altro treno attende di entrare in stazione“.

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Una Risposta to “Le voci in metrò”

  1. alessandra Says:

    Bravo scrivi molto bene

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