L’incomunicabilita’ tra donna e uomo trova uno dei suoi picchi al ristorante. Molti single si sposerebbero volentieri, senza distinzioni di bellezza, eta’ e censo, se soltanto trovassero una donna con cui condividere una piacevole e gustosa cena. Per esempio, una donna che
– segua una dieta variata e completa, senza particolari eccessi ma non limitata al binomio verdura-torta al cioccolato grondante panna (“Per me soltanto verdure grigliate, poi assolutamente niente dolce ma se lo prendi tu ne mangio meta’ del tuo“);
– ammetta la possibilita’ di una braciola di maiale ogni tanto, giusto per ricordarsi che esiste anche questo gustosissimo amico dell’umanita’;
– decida che cosa ordinare nel tempo ragionevole di 2-3 minuti (“Signora, mi duole comunicarle che la cucina sta chiudendo” “Un momento ! Devo ancora scegliere il primo !“);
– non commenti a voce alta le conversazioni del tavolo vicino (“Hai sentito ? Quella di fianco ha detto che e’ stata lasciata tre volte nell’ultimo mese…certo che voi uomini siete proprio dei bastardi…e comunque finche’ si veste in quel modo…“);
– non insulti il cameriere, almeno non quando si trova a portata di udito;
– ordini i piatti esattamente come sono presentati nella lista, senza chiedere variazioni, anzi senza ingiungere a lui di chiedere delle variazioni;
– non imponga, sempre a lui, pena la squalifica a vita, di chiedere di abbassare l’aria condizionata/alzare l’aria condizionata, abbassare la musica/alzare la musica, abbassare l’illuminazione/alzare l’illuminazione, aprire le finestre/chiudere le finestre…;
– non prenda iniziative perverso-chic, tipo sfilarsi gli slip e passarli al malcapitato sotto il tavolo con un’espressione ammiccante, attendendosi immediate e mirabolanti iniziative erotiche proprio mentre fa il suo ingresso in sala il Gran Carrello dei Bolliti;
– dimostri un reale piacere nell’uscire a cena con il malcapitato (“Prendi meta’ della mia pizza, io non ho fame. Mentre ti aspettavo ho mangiato tre bomboloni e due ovetti kinder“);
– infine, che dopo il caffe’ non fissi imperturbabile il proprio cavaliere esclamando “Paghi tu, vero ?“.
Come si vede, richieste semplici e non impossibili, ma per qualche arcano mistero difficilissime da soddisfare.

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