Feste in società

Accade talvolta di essere invitati a una certa festa, nell’attico panoramico o nella villa in campagna di qualche conoscente o collega o vecchia compagna di scuola ritrovata.

All’arrivo, abbracci e sorrisi e baci affettuosi, è un piacere avervi qui, non vedevamo l’ora e via sviolinando.

Il giorno dopo, nulla. Nessuna telefonata di ringraziamento. Il giorno dopo ancora, la settimana dopo, il mese, l’anno: nulla. Il collega, il conoscente, la compagna di scuola, spariti, volatilizzati.

Si ritorna quindi con la mente alla festa, nell’ostinata ricerca di quella frase, quel gesto, quell’occhiata di troppo che potrebbero avere incrinato qualcosa.

Forse perché erano tutti un po’ dei tromboni e vi siete consolati con cinque martini ?

Forse quando, dopo il terzo martini, avete accolto il generale Wienerschnitzel, amico personale del padrone di casa da tre generazioni, con una sonora pacca sulla schiena esclamando “Ehilà, vecchia carcassa !” ?

O quando avete dato di gomito a un nanerottolo in smoking, strizzandogli l’occhio e indicando una signora stravaccata su un divano, scollatura abissale, una tetta di fuori, stacco lungo di coscia a vista, perizoma a filo, tacco quindici, trucco pesante, chiappa tatuata, gli avete domandato: “Chi è il mignottone ?“, e quello gli è preso un colpo di tosse che quasi sputava la dentiera nel bicchiere, è diventato viola e ha sibilato: “Mia moglie !“, e vi siete salvati in corner balbettando: “Bella donna !” ?

O magari perché, da perfetti gentleman, avete portato in dono un mazzo di fiori per la padrona di casa ? Gerbere, dovrebbero piacere a tutte, santa pazienza. Magari lei odia le gerbere. Magari le ricordano una vecchia zia austriaca che le tirava le dita dei piedi per obbligarla ad alzarsi. Un momento ! Mentre un martello pneumatico, gentilmente offerto dai cinque martini, vi trapana la testa, ricordate che le gerbere sono sparite subito dalla vista, e le avete ritrovate più tardi, usufruendo del bagnetto di servizio, in un vaso di plastica della Lidl di fronte al bidet.

Oppure…sì, quando vi hanno malauguratamente coinvolto in una dottissima discussione sulla Bauhaus. “Lei conosce misvenderò ?” aveva domandato a tradimento una bionda. “Chi ?” “Mies Van der Rohe !” Colti alla sprovvista, avevate pensato a un centravanti del Feyenoord degli anni ’70, ma nel dubbio vi eravate buttati, alla garibaldina, fissando la bionda con occhio languido. “Personalmente no, ma è un grande amico di mio fratello !” “Ma che dice ? Se è morto da decenni !” “Davvero ? Chissà come ci resterà male mio fratello ! Un altro martini ?

Mah.

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