Le insopprimibili solidarietà libertarie dell’italiano all’estero

A molti capita di avere parenti con uno spiccato senso rivoluzionario. La cosa non stupisce, poiché è probabile che sia una caratteristica nazionale. Ogni italiano è, in sé, un indomito rivoluzionario, naturalmente con il consenso del Rev. Parroco, della mamma e del sindacato di categoria. Al di là delle generalizzazioni, ad ogni modo, questi parenti sono particolarmente interessati ed emozionati dalle cause irredentiste, purché fuori dai patri confini. Sotto questa condizione, è soddisfatto l’altrettanto insopprimibile imperativo del “è chic e non impegna“, trattandosi di cause per le quali è comodissimo infiammarsi direttamente dal divano di casa propria, se necessario.

Se gli amatissimi cognati-zii-nipoti-ecc. si trovano in viaggio – in genere organizzato, che non si sa mai, con tutte queste rivoluzioni, l’ha detto anche il telegiornale – non c’è minoranza linguistica, etnia bistrattata, enclave minacciata che manchi di affascinarli. Digerendo in pochi minuti secoli di storia e di vessazioni raccontate a mo’ di bigino dal capo-comitiva (“Un ragazzo così carino ! Pensa, fa la guida turistica per pagarsi gli studi di filologia austro-ungarica.“), ne abbracciano come un sol uomo le ragioni e scendono dal pullman già ardenti di passione per la Causa.

Uno dei sintomi più divertenti è l’adozione immediata dei simboli rivoluzionar-irredentisti.

Si va nel villaggetto a Cuba ? Tutti a darsi il cinque e proclamare “Hasta la victoria companero !” sotto gli occhi allibiti del barista.

Si visita la Bretagna, Barcellona, i Paesi Baschi, la Scozia? Pronte le bandierine locali, gli slogan autoctoni, gli adesivi (“Breizh ! Catalunya! Euskadi ! Scotland forever !“) da attaccare bene in vista di fianco alla targa dall’auto, affinché proprio tutti sappiano che si dà pieno supporto alla Causa. Alcune malelingue vogliono che l’adesivo venga apposto una volta ritornati nel paesello natale, così, giusto per non dare al bieco Governo Centrale la soddisfazione di fare lo stronzo in dogana. Tutta invidia di chi non sa appassionarsi.

Si visita l’Eire ? Pronta una bella cartolina per tutto il parentado, recante l’impavida invocazione “Sinn Fein!“. La cartolina provoca l’immediata schedatura dei destinatari come “indesiderati” da parte della polizia di frontiera irlandese, ma chi se ne importa, il mittente è al sicuro: un rivoluzionario non si firma, mai !

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