Sex & Sun Surfing Club

Dai, vieni anche tu, nel Sex & Sun Surfing Club. Aria aperta, movimento, amicizia, sconti negli esercizi convenzionati.

Il surf non è uno sport. E’ una filosofia di vita.

Pericoloso ? Macché, può farlo anche un bambino. Presentare comunque un certificato medico perché la Direzione declina ogni responsabilità mica come l’altr’anno che quel pirla ha rischiato d’annegare e poi erano cazzi.

Si sta a mollo, si aspetta l’onda che arriva. L’acqua è un po’ fredda ma non siamo signorine. Ci si beffa dei pantofolai attendati in salotto, davanti alla TV. Ci si bea, disprezzando i colesterolici  ancora con le gambe sotto il tavolo ad aspettare il dessert.

Si sta a mollo, sdraiati sulla tavola, si anela all’onda che arriva. Ma siamo a Varazze, e l’onda che arriva è uno sputacchio. Si prova, svogliati, a cavalcarla, ma è alta una mezza sega -tipo una pozzanghera vecchia di una settimana in California- e finisce subito, e comunque si cade.

Allora si sta a mollo e si parla del campionato. No, non di calcio, scherziamo ? Di surf. Il calcio è da buzzurri, la perfetta metafora di questo paese in declino. Il surf. Surf is the answer.

E quando, stando a mollo, s’è esaurito il campionato e la manutenzione delle tavole e il nuovo modello di muta e le tecniche di equilibrio…si contempla il culo della Mandelli. Anche lei a mollo, sdraiata sulla tavola, tre metri più in là. Dandosi di gomito.  Almeno, per quanto il moto ondoso lo permette. Strizzandosi l’occhio. Ridendo a mezza bocca che mi raccomando, non si sappia in giro, poi mia moglie non mi lascia più venire. Che culo la Mandelli, eh ? Eh, il culo della Mandelli. Qualcuno s’è fatto la Mandelli ? Guarda per me il culo della Mandelli è come il Mosè di Michelangelo, gli manca soltanto la parola. A bassa voce e guardandosi intorno con circospezione perché se ti sente la Mandelli poi passi un quarto d’ora d’inferno e magari ti rifila anche due manrovesci. Ma in acqua no, non ti può sentire, c’è lo sciabordìo. La risacca. Scif-sciaf, insomma.

Infine il Segretario annuncia il rompete le righe, si torna a riva tutti insieme in armonia, rispettando l’ordine di anzianità. Si esce dall’acqua a testa alta, con tutto il nostro incedere orgoglioso. Alla sera, tutti a mangiare la focaccia al formaggio dal Sucido, che è un amico del Paolo e ci fa lo sconto.

Si arriva tronfi in ufficio il lunedì mattina, una mezza polmonite da esibire come una medaglia d’oro della Resistenza, l’aria disfatta come dopo una Parigi-Dakar. “Guarda, ieri ho fatto dodici ore di surf, col mare forza sette. Non mi fare parlare, non mi fare.

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