C.N.S.

Ho sognato un incontro di blogger. Una cosa nata così, alla buona, un amichevole passaparola sulla rete, dài vieni anche tu, una pizza e una birra. Vado all’appuntamento e già quasi mi scordo l’indirizzo ma ci sono altri due, ci notiamo, hey, anche tu ? Entriamo insieme. Poca gente, si direbbe una tavolata di amici, oppure il gruppo del corso avanzato di bio-danza, a seconda dei punti di vista. Mi danno un quadratino di cartone (il blogger-badge, ha ha), un pennarello e uno spillo, scrivi nome e/o nick, niente cognomi, siamo mica alle elementari, nome del blog, dice una tizia coi capelli rossi che sembra esperta di organizzazione. Così sappiamo chi abbiamo di fronte, no ? Scrivo. Appunto con lo spillo alla camicia. Mi accomodo. Saluti, convenevoli, imbarazzo. Ciao come stai, ci si dà la mano ma non ci si guarda in viso, lo sguardo scende a leggere il badge, gli occhi un po’ strizzati accidenti devo proprio cambiare gli occhiali. Le ragazze (poche) hanno attaccato il badge negli immediati dintorni della scollatura, chissà se hanno fatto apposta, comunque non si fa proprio una bella figura a leggerlo.

Come spesso nei sogni, la scena cambia senza preavviso. Adesso c’è molta più gente, quasi tutti si conoscono, si raccolgono in gruppetti auto-referenziali (“Non puoi assolutamente mancare al VulvaCamp” “Ah, domani sera siamo in sei, alla cena dei Morotti” “Carissimo ! Fenomenale il tuo post sulla tiotimolina risublimata, Semplicemente fe-no-me-na-le.“). Tutti tranne me. Allora cerco di partecipare a qualche discorso, rido di qualche battuta, mi incuneo nei gruppetti chiusi a testuggine. Niente. Invisibile. Afono. Trasparente. Maledetta timidezza. E dove non arriva lei, l’amichevole sguardo del blogger di riferimento del gruppetto: “E questo chi cazzo è ? Com’è rankato ?“.

Poi la sala diventa un salone, un auditorium, un palasport, un aula-bunker. Ci sono centinaia, migliaia di blogger a seminario, a convegno. Il Congresso Nazionale dei Blogger. Tutti con il loro badge. Nome, nick, blog. Parlano, approvano, fischiano, alzano la mano, irridono. Chiedono la parola. Ne hanno facoltà. Intervengono. Relazione di maggioranza, relazione di minoranza…

Mi sveglio.

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