Il curioso fenomeno del tele-trasporto degli studenti modello (ammazza quanto è lungo questo titolo)

Chi è stato universitario ha forse verificato personalmente un curioso fenomeno che colloca una determinata categoria di studenti al di là delle leggi della fisica: il tele-trasporto.

Capitava dunque di arrivare in aula per la prima lezione del mattino, non necessariamente trafelati e in ritardo, bensì calmi e in grande anticipo, e di trovarli seduti al loro posto, intenti a studiare la lezione del giorno prima.

Gli Studenti Modello della Prima Fila.

Persone apparentemente come me, te, noi, dedite magari alla birra, al calcio e al bigliardo.

Ma sempre in prima fila.

Studenti modello che seguivano attenti la lezione, prendendo sporadici appunti. Annuivano al professore, come a sottolineare una comune e invisibile appartenenza. Unici dell’intero anfiteatro da 400 posti, ponevano domande e le ponevano appropriate, riscuotendo cenni di approvazione.

Al termine della lezione, si assiepavano intorno alla cattedra, ansiosi di soddisfare ancora di più la propria sete di sapere.

E tu ? Tu, studente un po’ miope della ventesima fila, o del cosiddetto loggione, che facevi ? Prendevi i tuoi stracci, scendevi gli scalini un po’ sbrecciati dell’anfiteatro, coglievi brandelli di appropriate domande (“che cosa pensa delle teorie di Bachlechner, Professore ?“, “avrebbe degli esercizi supplementari da consigliarmi ?“), gettavi uno sguardo tra il commiserante e l’invidioso, li lasciavi ai loro minuetti e ti precipitavi fuori.

Proprio così, precipitarsi. Perché la prima lezione era nell’aula Sud*, ma la seconda era al Trifoglio*, o magari all’ottavo piano della Nave* e non c’era tempo di pettinare le bambole.

Salito al tuo ottavo piano, rigorosamente a piedi, sudato e spiegazzato strisciavi verso l’aula, conquistavi la tua ennesima ventesima fila, preparavi il quaderno per gli appunti e…il magico fenomeno del tele-trasporto si avverava ancora una volta. Ecco la prima fila con gli stessi Studenti Modello che avevi lasciato a cinguettare, pronti, attenti, belli, carismatici, freschi e profumati (nel frattempo si erano anche cambiati la camicia e lavati i capelli). Allora un sordo scoramento ti prendeva, guardavi giù dalla finestra verso la Ponzio**, ti abbandonavi alle grida allegre dei bambini in acqua, ai riflessi del sole, alla vista (lontana lontana) delle ragazze in costume e pensavi: sarai anche in prima fila, ma io so apprezzare il cielo azzurro.

Mah.

Una domanda inespressa ti rigirava in testa: possibile che proprio quel giorno che ho mancato Fisica 3 abbiano spiegato il tele-trasporto ?

* Nomi di edifici e aule del Politecnico di Milano

** Piscina comunale su cui affaccia un lato dell’edificio denominato Nave.

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