Programmare pallido e assorto

L’Ing. Goffredo De Vincenzi-Misirizzi è felice. Comodamente assiso sulla sua poltrona modello presidential, le lunghe gambe accavallate, le mani incrociate dietro la nuca, contempla un punto indefinito del tempo e dello spazio, il cielo piovoso, la città bagnata e frenetica. Ripensa ai gloriosi giorni di Oxford, alla sua Musa, Wanda bella mutanda, con il suo sconto speciale per i dottorandi. Sulla scrivania, i suoi tre PC lavorano senza sosta, proiettati oltre i confini della computer science del terzo millennio. Il Presidente misura lentamente il corridoio a passi leggeri, per non disturbarlo,un fremito d’orgoglio per avere assicurato all’Azienda un geniale pezzo da novanta. Getta poi un’occhiata ai derelitti degli altri uffici e se ne va scuotendo il capo, mentre l’Ing. Goffredo De Vincenzi-Misirizzi prosegue nel suo pensare, pensare, pensare.

Frittura di scampi stasera ? O magari sauté di vongole ?

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