Archive for the ‘Colte al volo’ Category

Della villeggiatura

5 novembre 2009

Io, questa storia che raccontando le proprie vacanze, anche a una sconosciuta incontrata sul tram con cui si inizia dagli scandalosi ritardi e si finisce alle melanzane fritte, si senta l’impellente bisogno di giustificare destinazione, durata e compagnia, non la capisco.

Per esempio.

Signora Agée: “E il mese prossimo faccio un giro in America con mia nipote.

Giovane Donna Lavoratrice: “Ah, che bella ! Io, però, in genere visito l’Europa.

SA: “E dove è stata ?

GDL: “L’estate scorsa volevo andare in crociera in Grecia, con degli amici. Poi non ci stavo dentro con i soldi, e loro volevano fare soltanto una settimana mentre a me ne servono almeno tre. Allora sono andata in Francia con una mia amica e ci siamo divertite moltissimo.

Se proprio si desidera svelare i particolari, perché non raccontare davvero tutto ? Mai una volta che vada così:

GDL: “Di solito organizzo con il parrucchiere. E’ sposato, ma riusciamo sempre a gabbare la moglie. Un congresso, una convention sugli shampoo si fa presto a inventarle. Gli piace simulare una corrida davanti al frigorifero aperto ogni primo venerdì del mese, quindi abbiamo sempre un po’ di problemi organizzativi, sa, l’abbigliamento da torero, un set di mantelli rossi, l’attrezzatura e non sa quanti alberghi ancora non hanno un frigo in camera. Poi c’è questa faccenda del venerdì, se già è la seconda settimana non va più bene, quante volte gli ho detto insomma, se anche è un martedì verso il 15 non sarà mica una tragedia ma no, quando si mette in testa una cosa…

SA: “Eh, anche il mio povero marito era così. Poi voleva sempre un bicchiere di latte caldo, altrimenti non ingranava.

26 agosto 2009

“L’agriturismo è un mezzo, non il fine.”

Il Gatto Domitillo

12 giugno 2009

Il felino fetente riprodotto qui sotto è un raro esemplare di Gatto Domitillo.

Gatto Domitillo

Il Gatto Domitillo vive preferibilmente nel cortile degli istituti religiosi e nei sottoscala dei palazzi della Pubblica Amministrazione. Non sta mai fermo (ragione per cui la foto è fuori fuoco, non certo perché il fotografo è incapace), familiarizza soltanto con quadri e dirigenti, si nutre alla mensa come ogni buon impiegato, ha diritto a 35 giorni di ferie più la malattia e l’indennità di penuria murina. Un’eventuale introduzione di tornelli e controllo degli accessi gli fa un baffo (letteralmente) perché ci passa sotto, con aria vagamente sprezzante.

Non contradditelo altrimenti entra in sciopero.

Specialità da formo

4 aprile 2008

Sì, certo, in questi giorni si parla tanto di Napoleone, Direttori della Comunicazione, aziende telefoniche.

Ma anche nella Grande Distribuzione non sono messi meglio…

pane_sformato.jpg

Un barista e un aiutante di cucina

28 marzo 2008

Carlos, ma tu sei…buddista ?

Sì.

Ah sei buddista. Allora se io dico cazzo di budda ti inc- ti arrabbi ? Ti dà fastidio ? Eh ?

Un po’

Ah, cazzo di b- cioè, accidenti, non lo sapevo. Allora non lo dico più.

Grazie.

Ale ! Ale ! Lo sai che Carlos si arrabbia se diciamo cazzo di budda ? Sì perché è buddista e ha detto che si arrabbia ! Ale… Ale ! Hai sentito ?

28 luglio 2006

Fu a circa meta’ del viaggio di ritorno che la dottoressa pose la domanda del giorno, osservando le altre automobili.

“Secondo voi tutti quelli che viaggiano con il finestrino aperto non hanno l’aria condizionata ?”

Sconcerto tra i presenti.

Martiri del lavoro – reloaded

6 luglio 2006

L’amico D, celebre nel giro per un test di fertilità nonché per la sua brillante laurea in Ingegneria alla soglia dei 30 anni, al suo agognato conquistare un impiego nel settore pubblico, come Stimato Professore di Scuola Media Inferiore.
Finalmente, non ne potevo più di orari impossibili, lavori a termine, supplenze…adesso mi faccio le mie 4 ore di lezione alla settimana, i miei tre mesi di vacanza, se sto poco bene un bel due settimane di malattia…niente responsabilità, niente stress.

Martiri del lavoro

30 giugno 2006

L’Amica A e l’Amica B parlano del nuovo lavoro di A.

B: “Allora, hai firmato ?”

A: “Ho firmato ieri.”

B: “Sono proprio contenta.”

A: “Il mio bel contrattino…finalmente.”

B: “Eh, è una bella tranquillità.”

A: “Ma vuoi mettere ? Ho il mio orario, alle 4 ho finito…quando ho un po’ di mal di gola mi prendo i miei bei cinque giorni…”

B: “E quando arrivi a casa…”

A: “Il lavoro resta in ufficio. Eh sì.”

L’arte di ascoltare

13 giugno 2006

Milano, ingresso di una stazione della MM2, ore 8.30.  Un anziano signore (AS) scende a fatica le scale. Un giovane (G), forse un conoscente, un vicino di casa, lo aiuta. I due conversano.

AS: "Ieri sera non ho fatto in tempo a vedere la partita."

G: "Io invece sì. Sono arrivato a casa da lavoro app-"

AS: "Abbiamo vinto, vero ? Come è stata la partita ?"

G: "Sì, abbiamo vinto due a zero. E' stata abbast-"

AS: "Chi ha segnato ?"

G: "Il primo lo ha segnato P-"

AS: "E tua moglie come sta, bene ?"

Se G l'avesse scaraventato giù per le scale gli avrei dato una mano volentieri, ecco. 

28 maggio 2006

Riviera di Levante, anzi per meglio dire un punto imprecisato del Tigullio, Pasqua 2006. Un simpatico ristorante vicino al porto turistico. Entrano due coppie, sui cinquantacinque,  abbronzatura, vestiario da barca.

Il brillante del gruppo saluta il proprietario.

"Ciao Giancarlo ! Sempre in forma eh ? Guarda che ti ho portato due amici molto esigenti, trattameli bene !" esclama squillante mentre si dirige al tavolo. Giancarlo si toglie lo stecchino dai denti e reprime un leggero smarrimento, dato che si chiama Giobatta, ma si sa, i clienti sono clienti.

Al tavolo, tra una chiacchiera e l'altra (tizio ha guadagnato tot, tizia ha divorziato), il brillante deve ordinare.

"Oggi abbiamo degli spaghetti agli scampi veramente speciali" dice il maitre, ma il brillante non gradisce. Legge, rilegge, pensa, ripensa. Infine ha il colpo di genio. 

"Ecco, no, proprio spaghetti agli scampi no. Sarebbe possibile, ecco, degli spaghetti…spaghetti, va bene ?, ecco con un po' di scampi appoggiati sopra, e magari un po' di sugo – ma a parte, il sugo. Si puo' ?"

Il maitre reprime un leggero smarrimento, ma si riprende subito, non per niente e' arrivato alla giacca nera, dopo quindici anni di giacca bianca e dieci di giacca crema.

"Senz'altro, signore" replica impassibile.