Archive for the ‘How to be rich’ Category

11 dicembre 2007

Riconoscere al volo il tipo di mutanda indossata dalle ragazze sul metrò (NOTA: questa è la parte più facile perché in genere sono bene in vista.)
Stilare una classifica settimanale per modello, colore, tessuto, stilista, sex-appeal, equo-solidarietà, eco-compatibilità. Denominarla originalmente Hot Parade e piazzarla alle radio più trendy e ai bollettini parrocchiali.  Scansare le accuse di becero maschilismo con un’elegante scrollata di spalle e un sorriso da simpatica canaglia. Ottenere la recensione di un rinomato giornalista che parla perfettamente l’inglese e recentemente anche l’italiano. Proporgli di organizzare il primo concorso di Miss Mutanda in Metrò, promettendogli il ruolo di Alto Presidente della Giuria e Garante dei dati personali (misure, telefono ecc.)

Ottenere un grande successo e fidanzarsi con la seconda classificata, suscitando l’invidia dell’Alto Presidente che non è riuscito a conquistarla. Fuggire con lei a Sestri Levante.

Da lì in poi, è tutta in discesa.

23 marzo 2007

Guidare beatamente sulla A4 tra Milano e Bergamo, con la radio a palla e fumandosi un buon Balkan Sobranie nella pipa preferita, mentre dall’altra parte i soliti disperati sono bloccati nella solita coda per raggiungere il solito ufficio. Montare sul tetto dell’auto un cartellone luminoso con la scritta “Dovete morire”.

Essere fermati dalla Stradale che contesta la “sfrontatezza verso pubblico uffiziale” e la “incitazione all’odio tra sensi di marcia”. Innamorarsi all’istante dell’agente che redige il verbale, dai capelli biondi e gli occhi azzurri che riflettono il cielo. Lei ha già un figlio da uno sfortunato matrimonio giovanile e ora ha bisogno di tempo, ha paura di soffrire ancora, tra l’altro sta uscendo da una storia complicata, insomma è stato bello ma non vediamoci più. Per dimenticare la delusione, buttarsi nel lavoro. Fondare una catena di negozi di cartelloni pubblicitari per tetti di automobili e ottenere la recensione di un notissimo giornalista che parla perfettamente l’inglese.

Da lì in poi, è tutta discesa.

17 gennaio 2007

Imparare a riconoscere titolo e autore di un libro partendo da una sola frase, sbirciando da dietro le spalle, sul metrò. Dopo anni di esercizio, andare a un quiz in TV e vincere un fantastilione. Essere eliminati perché non si è simpatici all’amante del conduttore. Incassare comunque la vincita grazie a un cugino notaio, innamorarsi follemente di una donna e sperperare tutto in dieci mesi per lei, che poi fugge con il cugino (notaio). Vagare disperati e senza meta, finché l'(ex)amante del conduttore ruba la cassa del quiz, si scopre follemente innamorata e suona il citofono alle tre del mattino, coperta soltanto di un boa di lapin e di biglietti da 500 euro. Fuggire insieme nel Pacifico.

Da lì in poi, è tutta discesa.

La guida ai tavoli ZC

11 dicembre 2006

Scrivere un libro sui tavoli ZC (ZC = zona cesso) ottenuti nei ristoranti. Valgono tutti i locali, che siano regolarmente frequentati o visitati una volta sola, per piacere o per lavoro, da soli o in coppia.
Assegnare a ciascun caso un coefficiente di depressione, secondo la seguente tabella.

Motivo del pranzo/cena: lavoro x1; piacere x2.
Scelta del locale: a caso x1; consigliato da amici/colleghi x2; dopo estenuante discussione con la consorte x5.
Periodo: in trasferta di lavoro x1; in ferie x5.
Ricorrenza: nessuna x1; anniversario di matrimonio x4; appuntamento “clou” con giovane donna piacente e assai disponibile ma esigente in fatto di ristorazione: x10
Prenotazione: no x1; si’ x2

Il massimo della depressione si ottiene quindi con un tavolo per due, prenotato, in uscita non lavorativa, ultima occasione di conquista.
Descrivere accuratamente stile e rifiniture della porta del cesso, frequenza di andirivieni, eventuali correnti d’aria gelida (passaggio sul cortile), numero e look dei disperati compagni ai tavoli adiacenti, numero di bicchieri/posate/altro fatte cadere da frettolosi fruitori del cesso, lunghezza e composizione della coda.
Assegnare un certo numero di rotolini di carta igienica – a mo’ di guida michelin – ai locali.
Ottenere la recensione di un notissimo giornalista che conosce perfettamente l’inglese.
Da lì in poi, è tutta discesa.

L’automobile che non consuma

6 settembre 2006

Progettare un’automobile rivoluzionaria che non ha bisogno di alcun carburante né motore. Le ruote posteriori, infatti, sono molto più grandi delle anteriori. In questo modo il veicolo è sempre in discesa e si muove da sè in conformità a semplici leggi fisiche.

Ottenere un finanziamento da venture capitalist nigeriani, che lanciano immediatamente una grande campagna marketing via e-mail: “MR. BOMOKO MBEBE – I NEED YOUR URGENT ASSISTANCE PLEASE”.
Stringere accordi con la FIAT per la produzione in Polonia e Inguscezia. Prevedere una felpa in regalo per ogni automobile acquistata.

Se il progetto non incontra il favore del mercato, convincere qualche santone o comitato di consumatori a fare un po’ di cagnara, perché c’è sotto un complotto dei petrolieri e delle multinazionali.

Da lì in poi, è tutta discesa.

Il pallino degli affari

22 agosto 2006
  • Procurarsi due mele, magari rubandole dal giardino del vicino (ci vuole iniziativa, altrimenti…) ;
  • convincere un compagno di classe a barattare le due mele con il suo pennarello rosa, regalo di una zia ricca ;
  • vendere il pennarello rosa a una compagna di classe per disegnare i cuori sopra le “i” ;
  • con il ricavato, comprare cinque mele tirando sul prezzo ;
  • farsi prestare un vecchio banco dal bidello e piazzarlo all’uscita dell’aula;
  • vendere una mela a chi ha già fame e non può aspettare la ricreazione;
  • con il ricavato, comprare dieci mele pretendendo lo sconto “grandi clienti” ;
  • spostare il banchetto al centro del corridoio per servire più classi ;
  • con il ricavato, comprare cento mele (in nero) ;
  • spostare il banchetto all’uscita della scuola…
  • reiterare a piacimento ;
  • causa tragico incidente automobilistico, ereditare da papà avviata impresa manifatturiera con fatturato annuo 1mld di euro.

Da lì in poi, è tutta discesa.

The accidental tourist

18 agosto 2006

Gironzolare per Milano la settimana di Ferragosto, nel centro storico, fingendosi turista. Una piantina spiegazzata in mano, zainetto in spalla, bottiglietta d’acqua. Assumere un’espressione un po’ imbambolata. Fingersi perso; fermarsi all’incrocio tra via Mercato e via Madonnina; girare e rigirare la piantina; lanciare occhiate perplesse verso le vie circostanti o il cielo, ad intervalli irregolari; bere a piccoli sorsi nervosi dalla bottiglietta. Scegliere tra i passanti coloro che sono indubbiamente turisti e chiedere loro indicazioni per la chiesa di S. Maria del Carmine (che, a beneficio dei lettori non milanesi, si troverebbe 100 metri alle proprie spalle). Simulare un accento svedese con gli orientali, swahili con gli scandinavi, assiro-babilonese con gli slavi e così via. Registrare in un taccuino le loro risposte e le loro reazioni, a seconda della provenienza geografica. Scrivere un libro sull’esperienza e farlo recensire da un noto giornalista che conosce bene, anzi benissimo, l’inglese. Vincere il Premio Internazionale per l’Umorismo, il Turismo e la Pace tra i Popoli.

Da lì in poi, è tutta discesa.