Archive for the ‘Il magico mondo dell’informatica’ Category

Ranting as usual

25 giugno 2010

Tema per l’esame di qualche corso di business administration.

Il candidato esamini l’organizzazione delle seguenti aziende di software e descriva, motivandole, le probabilità di successo per ciascuna, tenendo conto delle condizioni di mercato in Italia.

Azienda A

Il concetto di “versione” è superato. L’idea di “build” altrettanto. Quando c’è qualcosa di pronto si rilascia. Le installazioni dai clienti sono identificate come “la compilazione del 3 Giugno alle 18.34“.

Quando c’è un’esigenza nuova, non si integra nel prodotto ma si fa un bel verticale custom per il cliente X. La stessa esigenza del cliente Y ? Un nuovo custom, embè ?

Non esiste alcuna documentazione dei custom sparsi in giro.

Il bug tracking non serve. La comunicazione dei problemi avviene per telefono, e-mail, nei giorni pari a voce nel corridoio, nei giorni dispari con file excel o word.Ogni problema è bloccante e a priorità massima.

Prima di cercare di risolvere i problemi, si passa la questione a R&D, non sia mai che ci pensano loro e si evita lavoro inutile. E’ inutile anche descrivere i problemi, basta dire “c’è un errore, vedete voi“. I log ? Sono dal cliente, basta collegarsi e andarli a prendere, embè ?

Le nuove richieste sono espresse a caso, alla prima persona che passa, o in piedi in cucina mentre si mangia la pasta.

Pianificazione, roadmap: inutili formalismi. Le priorità cambiano ogni settimana. Si fissa una data poi si elencano tutte le feature che dovranno essere consegnate.

R&D si scrive le specifiche, le implementa, scrive i manuali, esegue i test e va a installare. Delivery nel frattempo implementa custom.

Le risorse di R&D possono essere contattate da cani e porci e messe a lavorare su qualunque idea o progetto che passa per la testa.

Il prodotto, una volta stabilizzato, può anche fermarsi per due o tre anni per mandare tutti dai clienti a fatturare.

Ciascuno in definitiva fa quello che gli pare.

Azienda B

Ogni versione è contraddistinta da un numero major e un numero minor. Ogni anno, salvo esigenze speciali, si rilascia una major e al massimo due-tre minor. Una procedura automatica crea i build e assegna loro un identificativo univoco.

I rilasci sono pianificati con buon anticipo. Ciò che non rientra in un rilascio va nel successivo. Le priorità sono chiare e condivise.

Il prodotto ha un’identità precisa e ogni esigenza è valutata in merito a quanto può arricchirlo in generale, non in particolare.

Delivery, Marketing, Sales propongono nuove feature. Il Product Management scrive le specifiche. R&D analizza,  implementa. QA esegue i test e approva i rilasci. Delivery scrive i manuali e installa dai clienti.

Le risorse di R&D sono coordinate dal solo responsabile di R&D.

Ogni problema è analizzato primariamente da Delivery che scala a R&D soltanto dopo avere verificato che si tratta di un bug. Viene inserito in un sistema di bug tracking, completo di numero di build, analisi, istruzioni e dati per riprodurlo, log.

Il prodotto è in continua evoluzione perché i concorrenti non stanno a guardare.

Ciascuno in definitiva ha un proprio ruolo e responsabilità.

Being an Imprenditore

16 novembre 2009

Dieci frasi che qualunque visionary entrepreneur dell’Information Technology italiana ha pronunciato almeno una volta e che tu, sprovvisto di vision e tragicamente impiegato nella enterprise, hai dovuto accettare con un largo sorriso o uno sguardo di entusiastica approvazione.

1. “Che ci vuole ? E’ già fatto…

2. “Ma questa interfaccia fa cagare !

3. “La conference ? Quale conference ? E’ inutile andarci, tanto si trova tutto su internet.

4. “Gli mettiamo fuori 200.000 euro poi prendiamo uno smanettone, gli diamo due lire e in dieci giorni ce lo fa !

5. “Assumere uno per fare i test e lavorare un mese all’anno ? E per undici mesi che cosa gli faccio fare ?

6. “Santo cielo, sempre con queste specifiche ! Il codice vogliamo, il codice !

7. “Domani viene il Dr. Brusachiappa per la demo, fatemi fare bella figura che è un carissimo amico di famiglia e andiamo sempre insieme a pesca.

8. “Noi non accetteremo mai progetti che snaturano il nostro prodotto ! Pronto ? Carissimo Brusachiappa, come stai ? Sì, certo, diciotto persone per sei mesi a Sassari per il tuo custom, non c’è problema. Sì, poi per i soldi ci mettiamo d’accordo.

9. “Mi raccomando le icone uguali a quelle di <grande Azienda> ! Sì, certo che possiamo usarle, con tutti i soldi che abbiamo pagato per la certificazione !” Segue minaccia di azione legale da parte di <grande Azienda> per utilizzo improprio e violazione del copyright.

10. “Allora ? Finito ? Rilasciato ?”

Non riesco a trovare un titolo, arrangiatevi

22 febbraio 2008

Il CEO chiama. Non è il CEO mica per niente, ha iniziato con le schede perforate, lui.

Ciao.

Ciao.

Sto aggiornando il documento Project Deliverables Work In Progress v1.85_001 Revision H.

Ah.

Sono al capitolo sul formato dei file ***. Li avete poi discussi con il cliente ?

Sì.

Sono definitivi ?

Sì.

Allora mandamene un esempio. Devo inserirlo nel documento, quindi credo che occorra un’immagine.

E’ un semplice testo, ti basta copiarlo e incollarlo, a che cosa ti serve un’immagine ?

Mah, la volta scorsa il tuo collega mi ha mandato un’immagine…

(Sospiro). D’accordo, te lo mando subito.

Dieci minuti dopo.

Eh, ma che cosa mi hai mandato ? Che cosa è questa sbrodolata qui ? E’ troppo lungo, non si capisce niente.

Mi hai chiesto un esempio e ti ho mandato un esempio. Se vuoi qualcosa di più formale e generale posso mandarti lo schema.

Ma è più corto ?

Non lo so…però formalmente è più corretto.

Va bene, prova a mandarmi quello.

Dieci minuti dopo.

Eh, ma che cosa mi hai mandato ? Non riesco ad aprirlo.

?

(legge il messaggio sullo schermo) Il file allegato non è associato ad alcuna applicazione…cercare un’applicazione nel web…oppure selezionare un programma sul computer locale…mah, io non me ne intendo.

Non è possibile, è un file ascii, dovrebbe aprirlo senza problemi.

Eh ?

Eh ?

Che cosa è un file ascii ?

E’ un testo semplice, è come se ti avessi mandato la mia lista della spesa…

Mah, io non me ne intendo.

Prova a salvarlo sul disco, poi tasto destro, apri con…, blocco note.

Eh ?

Prova a salvarlo sul disco, poi tasto destro, apri con…, blocco note.

E dove lo salvo ?

Non lo so, sul desktop per esempio.

(Armeggia).  No, non lo apre. Senti, io non me ne intendo di queste cose qui. Ti mando il documento, aggiornalo tu poi me lo rimandi.

Antonio

17 dicembre 2007

Otto chiamate perse, tre messaggi in segreteria. E che sarà, il giorno del giudizio ?

PM: “Pronto !

GMEISP*: “Sì, guarda, venerdì sera ho sentito Antonio che aveva parlato con *** che gli ha detto che è tutto bloccato, non funziona più niente !

PM: “Ma no, macché bloccato. E’ un problema di memoria che pensiamo di risolvere in giornata.

GMEISP: “Sei sicuro ?

PM: “Ma sì, se non è oggi è domani mattina.

GMEISP: “No, intendevo, sei sicuro che non sia tutto fermo ?

PM: “Per quello che so io, no.

GMEISP: “No perché ho sentito Antonio che ha parlato con *** che diceva che è tutto bloccato !

PM: “Ti dico che è tutto sotto controllo.

GMEISP: “Ma se hanno detto così ad Antonio una ragione ci sarà…

PM: “Avrà capito male, che vuoi che ti dica.

GMEISP: “Perché poi *** s’incazza e finiamo in tribunale, non puoi ignorare i nostri clienti, eh ?

PM: “E chi ha detto che li stiamo ignorando ?

GMEISP: “Be’, Antonio ha parlato con *** che diceva che è tutto fermo, eh, una ragione ci sarà, eh insomma…

PM: “

GMEISP: “Comunque ti è noto.

PM: “Sì, mi è noto.

GMEISP: “Vabbè.

Clic.

*GMEISP = Grande Manager con Esperienza Informatica fin dalle Schede Perforate.

La software house 2.0 che affascina l’America

11 ottobre 2007

Incontro Niccolo’ Pascolo Alpino nel suo ufficio, un open space di 150 metri quadri immerso in un bosco secolare.

Difficile resistere al carisma di questo quarantenne dagli occhi curiosissimi e celesti appena nascosti dagli occhialini rotondi alla John Lennon (non per nulla e’ un suo idolo, uno dei suoi fari spirituali, dice), che vive sei mesi in California, sei mesi a Tokyo e sei mesi in un casale ristrutturato nel Ponente ligure, senza acqua corrente ne’ allaccio fognario (la natura deve fare il suo corso, afferma e da come e’ convinto convince anche te).

Niccolo’ Pascolo Alpino e’ uno dei cervelli che danno lustro all’Italia, senza SUV, senza veline e pagando fino all’ultimo euro di tasse, come proclama orgoglioso il wallpaper obbligatorio sul computer di tutti i dipendenti.

E’ di questi giorni la notizia che il Dipartimento Lavori Domestici del municipio di Santa Monica ha scelto la sua Azienda come fornitore unico di un rivoluzionario software per l’analisi neurale dei target decisionali.

Laureatosi a soli 29 anni in Ingegneria Gestionale con il celebre professore Lucrezio Pascolo Alpino, con una rivoluzionaria tesi sulle applicazioni dell’aumento di agitazione termica di composti molecolari idrogeno-ossigeno allo stato liquido, fonda immediatamente la sua prima societa’ nel garage sotto casa, preso in prestito da un amico. Un amico che presto lo tradira’, chiedendogli a muso duro un canone di affitto per il garage. Ma Niccolo’ ha superato ben altri ostacoli nella sua vita, che ha raccontato nella sua autobiografia “101 cose da fare mentre si diventa ricchi e famosi“, dalla quale, pare, si sta gia’ girando un film.

Mentre sorseggia un te’ verde, Niccolo’ parla della sua Azienda. “Vede, noi pensiamo 2.0, realizziamo 2.0, SIAMO 2.0. E da ben prima che tutti gli altri erano anche solo 1.0. E siamo anche fortunati, perche’ fortuna doces vat, come dicevano i lattini.

Si interrompe. Lo vogliono al telefono, dall’America. Un nuovo successo ? Non ce lo svela.

La nostra mission e’ definire strategie di rete in relazione con la catena del valore.

E’ un genio“, dice ridendo Armando Di Ritorno. In azienda da solo sei mesi, una bruciante carriera da semplice fattorino a CFO. “Le persone lo seguono naturalmente, perche’ e’ un leader nato. Odia le convenzioni e il formalismo, per esempio il completo giacca e cravatta: la cravatta soffoca la creativita’, ci ripete ogni giorno. E ha una incredibile capacita’ di de-formalizzare qualsiasi occasione. Ricordo, per esempio, quando abbiamo fatto l’intera riunione sul budget strategico 2006 in un castello nelle Langhe, mentre lui si tagliava le unghie dei piedi.” ci racconta mentre lo sguardo brilla per l’ammirazione. “Niccolo’ sa riconoscere e valorizzare i talenti che incontra, anche casualmente. Mia madre lo diceva sempre: tuo cugino e’ un guru. E aveva ragione.

L’Italia ha bisogno di persone come lui” dice Mirella Ciuffoloni, giovanissima HR Manager e Strategic Executive, “ma ce ne sono troppo poche. E’ un paese in declino, che non da’ spazio ai giovani. Guardi me, per esempio. Laurea a pieni voti, tre master, conosco quattro lingue e mi offrivano soltanto posti da vice-direttore ! Stavo per andarmene all’estero, quando lui mi ha offerto il posto. Pensi, mi ha fatto il colloquio in salotto, davanti a una bottiglia di La Roche Mouton Chateau del 1987, mentre con l’altra mano giocava a Space Invaders. E’ incredibile la sua capacita’ di concentrazione. Si’, mio marito e’ un genio.

Quanti Niccolo’ Pascolo Alpino si nascondono in Italia, magari dimenticati in un call center ?

Massimo Paletta Secchiellini, divulgatore scientifico. Tratto da “Storie dalla Rete spiegate a voi poveri deficienti.

Intendersi e non capirsi

10 settembre 2007

Il Capo vuole un immediato rapporto sui problemi che il Cliente Tritacoglioni SpA ha segnalato sul Prodotto. Il Capo viene da lontano, dalle schede perforate. Ha visto il mainframe, il VAX, le Sparc, i RISC, il PDP-100, il Fortran 77, loZX80.

Capo: “Allora ? Abbiamo risolto ?

PM: “Non ancora.

C.: “Che cosa aspettiamo, Natale ? Mi ha appena telefonato l’AD del cliente, è un caro amico, andiamo a sciare insieme, non posso continuare a tenerlo buono in eterno !

PM: “Per la verità aspettiamo da loro dei dati, senza i quali non possiamo capire che cosa non va.

C.: “Dati ? Quali dati ?

PM: “Risultati di un test che gli abbiamo chiesto la settimana scorsa e che non hanno ancora eseguito. Ci servono i file di log-

C.: “Alt !

PM: “-?

C.: “Che cosa sono i file ? E i log ?

PM: “???

C.: “Dovete spiegarvi ! Comunicazion schils ! Mica tutti capiscono il vostro tecnicismo !

PM: “Ma…produciamo software…vabbè. I log sono i tracciati di tutto ciò che avviene nel Prodotto.

C.: “Bene, allora chiedeteli al cliente, sono cose che devo suggerirvi io ?

PM: “No. Come dicevo poco fa, appunto, li abbiamo chiesti dieci giorni fa ma ancora non si sono visti. Inoltre, non conosciamo la configurazione con cui si presentano i probl-

C.: “Alt !

PM: “Che c’è ?

C.: “Che cosa è una configurazione ?

PM: “

Progettismi

11 maggio 2007

L’esperto Project Manager della Sgobbiamo&Sudiamo Srl è riuscito finalmente a chiudersi in una sala con il Direttore IT dell’azienda cliente. Lo ha inseguito per settimane, mentre i tempi del Progetto Piattaforma B2B Web Portal Customer Experience (in breve, il progetto) si allungano fuori da ogni controllo. Finalmente è suo.
I suoi capi e i grandi consulenti della Outstanding Project Managers Consulting, che hanno sub-commissionato il progetto alla Sgobbiamo&Sudiamo, lo hanno istruito molto chiaramente. Poche e semplici regole: “Accetta senza fiatare qualunque cosa ti chieda, perché è un cliente fondamentale. Questo progetto ci serve come referenza, cioè non ci guadagniamo neanche il costo dei caffè che vi prendete, però fa immagine. Capito ?“. Capito. Forte e chiaro, sergente. OK. Roger. Bella lì.
Oddio. Come fa un’azienda a sopravvivere facendo lavorare cinque persone per un anno ricavando zero ma molta immagine ?
Il PM mette da parte le domande filosofiche e pensa al lato pratico. Sa che poi toccherà a lui sputare sangue per soddisfare le richieste del pazzo furioso e vorrebbe limitare i danni.
Il direttore siede di fronte a lui, accompagnato dal fido assistente Morelli, del quale confonde regolarmente il cognome.
ll direttore è un tipo sanguigno, alla mano, viene dalle schede perforate e ha visto “tutta l’iperbole dell’informatica“, dice, forse intende parabola, chissà. Pane al pane vino al vino e occhio a non farlo incazzare però se comincia a fidarsi è fatta. Insomma di IT non capisce una sega ma siccome paga fa e disfa come accidenti gli pare. Ha anche qualche problema con la sintassi ma lui viene dalle schede perforate e gli si perdona tutto.
D. “Mortoni ?” (sarebbe Morelli)
M. “Sì, dottore ?
D. “Si ricordi di prepararmi quella relazione per il gruppo executive work in progress.
M. “Senz’altro, dottore.” Il Direttore riprende a rivolgersi al PM.
D. “E poi ovviamente serve un modulo per il contatto con gli utenti.
PM “Un modulo ?
D. “Sì, qualcosa che si clicca contattaci, esce fuori questa cosa che uno ci scrive una domanda e poi noi gli rispondiamo.
PM “Ho capito. Una form. Ha già un’idea di come vorrebbe questa form ?
D. “Ma…ce l’ho detto prima. Si inserisce una domanda e poi noi-
PM “Quali informazioni vuole raccogliere dall’utente ?
D. “Informazioni ?
PM “Nome, email, telefono….numero di scarpe…“, butta lì la battuta per sdrammatizzare. L’altro rimane imperturbabile.
D. “Ma… sì, quelle cose lì, le solite, no ?
PM “Mi servirebbe un elenco.
D. “Voi le sapete meglio di me, giovanotto, che mi metto a fare elenchi io ? Moretti, faccia lei un elenco di questa roba qui che abbiamo detto.
M. “Sì dottore.
PM “Come dovrebbe funzionare il modulo ?
D. “Funzionare ?
PM “Dovrebbe avere un testo completamente libero ? Presentare categorie di domande o addirittura soltanto una scelta di quesiti pre-confezionati-
D. “Che ne so, che ne so, che ne so ! Un modulo è un modulo, sarà ben capace di progettare un modulo, no ? Non l’ha mai fatto ? Che cosa le hanno insegnato all’università ? Guardi, glielo progetto io. Mombuzzi, mi dia un foglio!
Morelli, colto di sorpresa, va in confusione e comincia a scartabellare. Arrossisce.
D. “Avanti, avanti !
Strappa il foglio che il terrorizzato Morelli gli porge. Impugna la matita. Disegna tre rettangoli, quattro frecce che li collegano. Scarabocchia qua e là del testo del tutto incomprensibile.
D. “Devo fare tutto io, qui. Che cosa vi pago a fare che cosa ?” Sbuffa.
Porge il foglio al PM con aria sprezzante. Il PM ormai ha perso ogni speranza.
D. “Lei non sa neanche cosa è una scheda perforata, viene qui a insegnarmi il mestiere a me !
Si alza urlando.
D. “Io vi taglio i viveri, i viveri !
Esce sbattendo la porta lasciando all’interno della sala Morelli, che arrossisce ancora di più, riapre e sguscia silenziosamente fuori.

13 febbraio 2007

A volte, con buoni argomenti, si riescono ad ottenere risultati insperati.

Il Giovane Informatico, reduce dai tempi bui di un’Azienda che non lo valorizza e non gli da’ piu’ stimoli, arrivato al grido di “Voglio rimettermi in gioco, sento che qui c’e’ un’atmosfera davvero elettrizzante” e’ impegnato da una settimana con due o tre query di difficolta’ insormontabile. “Qualcuno deve darmi una mano. Ho chiesto giorni fa a <Esperto Aziendale di Database> ma non mi ha ancora mandato nulla.” A nulla valgono i suggerimenti dell’Informatico Experienced, che lo pungola a cercare una soluzione da solo, fosse anche per imparare qualcosa di nuovo e di piu’ sui database, fosse anche per farsi avanti come Esperto Aziendale di Database #2, forse un domani anche #1, chissa’.

No, non ce la faccio. Dovrei studiarmi un documento lungo cosi’, chissa’ quanto ci metto. Posso provarci, mah.

Accade poi che il Presidente, ignaro di questa storia, lo convochi a colloquio per tirare le somme del suo periodo di prova che, insomma, proprio esaltante non e’ stato.

E due ore dopo le query sono li’, pronte, confezionate in scioltezza, in perfetta autonomia.

L’Informatico Experienced annota e riprende a lavorare.

L’installazione

6 giugno 2006

Allora supponiamo che tu lavori per la Sgobbiamo&Sudiamo Srl, piccola azienda di software alla quale la Outstanding Project Managers Consulting (in italiano si fa la figura da barboni, tant'è) ha commissionato un progetto per la Grande Azienda Immensa Universale SpA. Dopo innumerevoli tira e molla, domani è il gran giorno: si va a installare. Esiste la certezza matematica che domani si verificherà almeno una tra le seguenti condizioni.

a) Il Referente della Grande Azienda Immensa Universale è in ferie. Lo deve sostituire un collega a cui sta molto antipatico e in più si scoccia perché aveva in programma di preparare la formazione del fantacalcio.

b) Il PC su cui dovresti installare, richiesto e descritto con tre mesi di anticipo, non c'è. Il Referente pensava che lo portassi tu, sottobraccio, magari incartato. Se ne trova uno "provvisorio", un 8086 con Windows 3.1 e 3 MB di spazio disco. Impossibile liberare spazio perché ci tengono tutte le formazioni di fantacalcio degli ultimi 13 anni.

c) Il PC su cui dovresti installare c'è, ma manca la scheda di rete, il lettore CD e la ventola ogni tanto si ferma.

d) Il PC su cui dovresti installare è blindato in una sala server otto piani sottoterra, le cui chiavi sono in possesso di due persone soltanto. Una è in aspettativa maternità, l'altra è andata a prendere un caffè alle 9.30 e non s'è più vista.

e) La sala server è climatizzata a 8 gradi centigradi, senza sedie. Bisogna lavorarci in piedi, in 30 centimetri quadrati, tra chilometri di cavi e un frastuono impressionante. Impossibile accedere da remoto, che qui alla sicurezza ci teniamo, che cazzo.

f) Il Referente della Grande Azienda, prima di dileguarsi con la segretaria e l'intermediario della Outstanding Consulting, ti affida a un tignoso e viscido tirapiedi, che nell'illusione di fare carriera non ti mollerà per un secondo, nemmeno al cesso, evitando accuratamente di risolverti i problemi. Ogni dieci minuti chiamerà il Referente per aggiornarlo, continuando a rimarcare "Eh, qui non funziona niente". Ogni trenta secondi, invece, ti ricorderà che "Il sistema deve essere in produzione entro stasera". Per la cronaca, il sistema entrerà in produzione otto mesi più tardi, quando le lotte interne tra dipartimenti della Grande Azienda Immensa avranno stabilito quale cordata ha vinto.

g) La sede della Grande Azienda Immensa è raggiungibile soltanto a dorso di mulo e di notte per evitare le bande di briganti che infestano la zona.

h) Non esiste mensa né rivendita di generi alimentari nel raggio di 35 chilometri. L'unica possibilità di pranzare è la macchinetta distributrice di Mars e Bounty, d'altra parte quando ti azzardi a fare una pausa per mangiare il tignoso tirapiedi ti guarda con disprezzo e scuote la testa, mentre compone sul cellulare il numero del Referente.

Di tutto ciò, la Outstanding ecc. ecc. darà senza alcun indugio la colpa a te.

Autista, all’aeroporto, presto.

28 aprile 2006

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