Archive for the ‘Vita da studente’ Category

Il curioso fenomeno del tele-trasporto degli studenti modello (ammazza quanto è lungo questo titolo)

24 ottobre 2010

Chi è stato universitario ha forse verificato personalmente un curioso fenomeno che colloca una determinata categoria di studenti al di là delle leggi della fisica: il tele-trasporto.

Capitava dunque di arrivare in aula per la prima lezione del mattino, non necessariamente trafelati e in ritardo, bensì calmi e in grande anticipo, e di trovarli seduti al loro posto, intenti a studiare la lezione del giorno prima.

Gli Studenti Modello della Prima Fila.

Persone apparentemente come me, te, noi, dedite magari alla birra, al calcio e al bigliardo.

Ma sempre in prima fila.

Studenti modello che seguivano attenti la lezione, prendendo sporadici appunti. Annuivano al professore, come a sottolineare una comune e invisibile appartenenza. Unici dell’intero anfiteatro da 400 posti, ponevano domande e le ponevano appropriate, riscuotendo cenni di approvazione.

Al termine della lezione, si assiepavano intorno alla cattedra, ansiosi di soddisfare ancora di più la propria sete di sapere.

E tu ? Tu, studente un po’ miope della ventesima fila, o del cosiddetto loggione, che facevi ? Prendevi i tuoi stracci, scendevi gli scalini un po’ sbrecciati dell’anfiteatro, coglievi brandelli di appropriate domande (“che cosa pensa delle teorie di Bachlechner, Professore ?“, “avrebbe degli esercizi supplementari da consigliarmi ?“), gettavi uno sguardo tra il commiserante e l’invidioso, li lasciavi ai loro minuetti e ti precipitavi fuori.

Proprio così, precipitarsi. Perché la prima lezione era nell’aula Sud*, ma la seconda era al Trifoglio*, o magari all’ottavo piano della Nave* e non c’era tempo di pettinare le bambole.

Salito al tuo ottavo piano, rigorosamente a piedi, sudato e spiegazzato strisciavi verso l’aula, conquistavi la tua ennesima ventesima fila, preparavi il quaderno per gli appunti e…il magico fenomeno del tele-trasporto si avverava ancora una volta. Ecco la prima fila con gli stessi Studenti Modello che avevi lasciato a cinguettare, pronti, attenti, belli, carismatici, freschi e profumati (nel frattempo si erano anche cambiati la camicia e lavati i capelli). Allora un sordo scoramento ti prendeva, guardavi giù dalla finestra verso la Ponzio**, ti abbandonavi alle grida allegre dei bambini in acqua, ai riflessi del sole, alla vista (lontana lontana) delle ragazze in costume e pensavi: sarai anche in prima fila, ma io so apprezzare il cielo azzurro.

Mah.

Una domanda inespressa ti rigirava in testa: possibile che proprio quel giorno che ho mancato Fisica 3 abbiano spiegato il tele-trasporto ?

* Nomi di edifici e aule del Politecnico di Milano

** Piscina comunale su cui affaccia un lato dell’edificio denominato Nave.

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Capsons’ Story

5 aprile 2009

*** Massimo Paletta-Secchiellini ha seguito per Scienza ? Sì, grazie una lezione del luminare internazionale dell’elettrotecnica, John Capsons.

Oggi…cioè…per piacere ! Sostanzialmente…PER PIACERE ! Oggi, dicevo, vale la spesa di fare mente locale e fare un minimo di considerazioni sul nostro problema. Supponete di poter ipotizzare che io sia in grado di riuscire a fare sostanzialmente qualcosa tipo…il quale tiene il paio della corrente. Sostanzialmente vale la pena avere un minimo di logica in queste cose qua, dunque è giocoforza, per riuscire a capire come questo genere di cose avviene, cercare sostanzialmente la soluzione.

Vediamo un attimo di formalizzare il problema: l’altro giorno abbiamo visto un materiale magnetico in cui c’era l’aria, con ventilazione forzata per mezzo di vento; ora, se io sostanzialmente mi diverto a prendere in considerazione la cosa, andiamo a occhieggiare il circuito.

Come vedete, ho indicato con i e i1 le correnti i e i1, e mi darete atto che qui non ci piove. Sostanzialmente, seguendo questa logica, per risolvere questo problema vediamo di partire dalla soluzione: i conti, se non altro, saranno così. B e R se ne vanno fuori dai piedi, H è un termine ridondante e io ottengo sostanzialmente e-1, che poi è il classico 1/e. Quello che avevamo valutato a naso tiene il paio del valore che c’è là per aria.

Facciamo allora una considerazione di tipo interessante: questa è una delle logiche che ci fa capire sostanzialmente che adesso vale la spesa di fare un minimo di considerazioni su ciò che succederebbe in realtà. E’ chiara l’idea ? Se ci fate un attimo di mente locale, questo riesce a mettere in luce come in realtà sono in grado di riuscire a fare, se sono in una condizione in cui io accetto che ciò sia logico, sulla falsariga di quello che è fermo e vero.

Ora, noi ci possiamo trovare di fronte al fatto che noi possiamo volere dimensionare, allora vado a vedere un po’ più di fino e quello che vengo a trovare è che il termine aumenta della corrente che viene attraversata dalla linea. Si nota sostanzialmente che questa sezione sostanzialmente contempla la maggior parte del flusso: il numero di spire gioca a nostro favore e questo implica di conseguenza che ne viene fuori che la resistenzina è ridondante. E questa è una logica molto importante, infatti antecedentemente, rifacendo i passaggi obbligati, facciamo questo passaggio mentale: abbiamo messo il naso dentro il materiale.

Ora, quello che posso dire qui – faccio un discorso al limite – è che è necessario che uno sappia anche un minimo di intuizione ed eviti questa maniera peregrina di dire le cose. Dunque cerchiamo di tirare fuori le cose dal cappello, facendo qualche esempio per gradi. Sostanzialmente facendo lo stesso tipo di operazioni, due segnali a frequenza diversa sono separabili soltanto se sono a diversa frequenza. Questo ha un’importanza incredibile, ed è una delle logiche che ci fanno capire le formule che io ho bisogno. Se questo finisse per misurare la tensione, non starebbe in piedi la logica e non si vede ragione del perché.

Cerchiamo di seguire una logica intuitiva: per gli isolanti troviamo una cosa che potrebbe essere una cosa del genere: V1/V2 lo pongo uguale a t ed ecco che il rapporto tra V1 e V2 è uguale a t. E’ chiara l’idea ? Fateci un attimo mente locale. Si vede a naso che una genesi proviene da questo. Un modo per paccare la scrittura è considerare V1 una grandezza affetta da segno. Con questo caso, nella fattispecie, posso – se volete – fare questo tipo di considerazione: voi non potete fare funzionare un piccolo elettrodomestico per più di dieci secondi. A occhio e croce, sostanzialmente dobbiamo essere in grado di poter riuscire a fare un minimo di disquisizione. E allora di conseguenza quello che ne viene fuori è che il flusso non fa nient’altro che…cioè, non si vede perché non debba essere così ed è saggio aggiungere un particolare: questa scrittura qui la potete scrivere secondo la nota logica, ricordando sempre che corretto è un termine sbagliato.

Il…ecco, ne parliamo la prossima volta.

15 aprile 2007

Dopo avere brillantemente superato l’esame, lo studente attende soltanto il disbrigo delle formalita’ burocratiche e porge il libretto al professore.

Scriva, scriva lei.

Come, professore ?

Compili lei il libretto.

L’esame, su appuntamento, si e’ svolto nello studio del professore. Non ci sono lunghe file  di altri studenti in attesa dietro la porta. Per dirla tutta, dietro la porta non c’e’ anima viva. Il professore non sembra occupato in attivita’ urgenti.

Lo studente scrive. Materia, data, votazione…poi non riesce a tenere a freno la lingua.

Metto io anche la firma ?” chiede con aria da tonto.

Non faccia lo spiritoso !” sbotta feroce il professore. Strappa il libretto dalle mani dello studente, scarabocchia la firma.

Come ti oriento la matricola

25 febbraio 2007

La matricola di Ingegneria varca la soglia dell’Ufficio Orientamento Studenti di un celebre Ateneo. Il Professore Orientatore (ancora non si chiamava Tutor) l’attende. La matricola si accomoda sullo sgabello di fronte a lui.

“Buongiorno Professore !”

“Bnrg..shshxyzfssssss…rrno”

“Dunque…vorrei chiarirmi un dubbio, con il suo aiuto…”

“Mi dic-gfgskdufghsadka-”

“Ecco…allora, tra il piano di studi A25, comprensivo degli esami K22 e KK24, e il piano B52, con Analisi Matematica III e magari sostituendo Macchine Elettriche con Campi Elettromagnetici e Circuiti, secondo lei quale offre una preparazione piu’ teorica e quale piu’ pratica, in vista di un piu’ rapido inserimento nel lavoro dopo la laurea ?”

“Mah…”

“…?”

“Dipende.”

“Dipende ?”

“Eh si’, dipende. Vede, c’e’ chi preferisce il baccala’…”

“Baccala’-”

“…e chi preferisce il pesce fritto. Capisce ? Dipende.”

“Capisco. Beh, e’ stato chiarissimo. Grazie mille Professore !”